Il tempo immutabile dei clan

Gli stessi clan da più di vent’anni che ora hanno imprese legali ovunque e inquinano l’economia sana. Tante bande criminali Di giovanissimi a presidiare un territorio parcellizzato che di fatto diventano eserciti sfruttati dai clan più potenti. Il traffico di droga con le mani nelle raffinerie sudamericane, il business del sistema dei giochi online per riciclare, l’occupazione di qualsiasi settore commerciale, l’utilizzo di colletti bianchi, professionisti, avvocati, medici, commercialisti, esperti di informatica, broker. Dico la mia sulla camorra e la relazione della direzione investigativa antimafia nell’editoriale oggi sul Corriere del Mezzogiorno.

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Tra i tossicodipendenti di Kabul, «L’oppio è un’arma di guerra»

Siamo state in Afghanistan per spiegare come l’oppio sia usato come arma. Buona parte del paese è coltivato con papaveri, la droga serve ai signori della guerra per fare profitti e viene ceduta a organizzazioni mafiose, trafficanti internazionali e case farmaceutiche. Nel paese due milioni e mezzo di persone ne fanno uso. È un’inchiesta fatta sul campo: siamo state tra i tossicodipendenti in un carcere dove abbiamo intervistato un trafficante, siamo state in un rehab di Stato e nell’ospedale di Emergency che è un presidio fondamentale a Kabul. Vedrete tutto perché ci sono dei video e delle foto, potrete consultare i grafici e leggere il testo. Il progetto è frutto di una collaborazione tra il Corriere della Sera e Emergency.

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Dall’Afghanistan, all’Italia: così armi, droga e corpi alimentano l’economia dei conflitti

Questo è il trailer del lavoro fatto in questi mesi con Marta Serafini. Siamo state in tre paesi, Afghanistan, Iraq e Italia e abbiamo provato a raccontare quanto i temi dell’economia della guerra ci siano vicini. Si tratta di un web doc, frutto della collaborazione tra Emergency e il Corriere della Sera. Abbiamo fatto del nostro meglio. Domani la prima puntata sull’Afghanistan. Sabato a Milano la presentazione al teatro Grassi. Voglio ringraziare tutti quelli che hanno lavorato a questo progetto, dai colleghi del Corriere TV ai responsabili dei social a tutto lo staff di Emergency. E Marta con cui è stato bello condividere il lavoro oltre che l’amicizia. E quindi per lo spiegone mi affido alle parole scelte in questi giorni e che troverete anche nel suo post.

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«Balconiadi» e striscioni, ecco perché la libertà diventa insubordinazione

In Italia l’esercizio della libertà sta diventando ordinario momento di insubordinazione. Se esporre uno striscione con la frase di una canzone di Pino Daniele può costare tre anni di carcere e almeno 1500 € di multa significa che ciò che abbiamo ritenuto finora ridicolo può diventare molto pericoloso. Con questo commento sul Corriere del Mezzogiorno mi autodenuncio e denuncio tutti quelli che erano con me a Campagna a settembre a dire che non si possono lasciare esseri umani in mare, che bisogna essere accoglienti con chi soffre e che questo è un paese antifascista: quello striscione è lo stesso dell’iniziativa che promuovemmo io, Giorgio Mottola di Report e Vincenzo Pane. E al nostro fianco tanti artisti come Luca Zulù Persico, Mujeres Creando, Massimiliano Jovine e buona parte dei Terroni Uniti. Questa Lega è una vergogna. Al fianco di Ennio Riviello. On line anche il video del sequestro dello striscione, con i manifestanti che chiedono spiegazioni e la polizia che non sa darne.

Qui il pezzo: https://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/cronaca/19_maggio_25/balconiadi-striscioni-ecco-perche-liberta-diventa-insubordinazione-893f363a-7ef8-11e9-9f33-cd41a8b709ca.shtml

E qui il video: https://video.corrieredelmezzogiorno.corriere.it/polizia-sequestra-striscione-salerno/2099a39e-7ef9-11e9-9f33-cd41a8b709ca

Ecco come la natura si vendica di 25mila abusi edilizi

Il caso del litorale di Bagnara, vicino Castelvolturno, in Campania: ora gli abbattimenti portano speranza anche nelle zone di spaccio della mafia nigeriana.

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Viaggio ad Erfurt, la capitale economica della ‘ndrangheta in Germania

La tranquilla cittadina tedesca fu scelta dai clan calabresi per avviare una serie di affari e il collegamento emerse dopo la strage di Duisburg. Ma per i media tedeschi è rischioso parlare di questo intreccio.

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Afghanistan, i talebani assaltano la sede di una Ong: bombe e spari

Serie di ordigni esplosi vicino agli uffici di Counterpart International nel terzo giorno di Ramadan. Un gruppo armato ha attaccato il palazzo: uccisi due degli attentatori

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Giornalismo come manifesto sociale

Mi sono presa due giorni per metabolizzare tutto ma oggi lo voglio dire quanto è stato importante e denso l’International Journalism Festival di Perugia. E’ stato un vero manifesto sociale. Per i temi, per la partecipazione, per le storie, per le notizie. Dai migranti e la forza di Aboubakar Soumahoro e le navi Ong come Open Arms, ai racconti di guerra di Paul Conroy, Marta Serafini, Nicol Tung, Amedeo Ricucci, Francesca Mannocchi. Dalle battaglie civili come quella di spiegare la transessualità ai bambini di Vladimir Luxuria a quelle che passano per il corpo e diventano politiche come per le Femen di Inna Shevchenko, al racconto e alla reazione dei sopravvissuti alla strage di Parkland. Dalla memoria del figlio di Dafne Caruana Galizia ai colleghi perseguitati ma mai domi come Maria Ressa. Si è parlato di mafie con me e le mie socie e soci (Floriana Bulfon, Alessia Candito, Federico Ruffo, Ivan Zazzaroni) ma soprattutto con Nicola Gratteri e Antonio Nicaso, Roberto Saviano, Federico Cafiero de Raho. Ha detto tutto molto meglio di me nella sua bella performance serale Beppe Severgnini. Per quanto mi riguarda l’incontro con i giovani venuti da tante parti del mondo, le belle parole, il confronto, la speranza… Posto la foto di questo giornalino fatto da ragazzi, giovani colleghi Friulani: “non abbiamo molti soldi e quindi non possiamo farlo uscire spesso ma per noi è un grande esercizio di libertà”.

Così il Ministero verifica i viadotti a rischio sulla A24-A25 «Ecco cosa è cambiato dopo Genova»

Le immagini delle prove di carico sui ponti delle autostrade A24 e A25 su cui indagano tre Procure.

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Campi Flegrei, dentro la fumarola più grande d’Europa: l’allarme degli studiosi

C’è uno strumento fondamentale per monitorare, prevenire i rischi e gestire le risorse che è la carta geologica ma la sua compilazione è ferma al 2000 per mancanza di fondi. Il presidente della Società Geologica Italiana: «Se voi andate dal medico vi fareste curare da un medico che si rifà alle conoscenze del 1950?»

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