Viaggio ad Erfurt, la capitale economica della ‘ndrangheta in Germania

La tranquilla cittadina tedesca fu scelta dai clan calabresi per avviare una serie di affari e il collegamento emerse dopo la strage di Duisburg. Ma per i media tedeschi è rischioso parlare di questo intreccio.

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Giornalismo come manifesto sociale

Mi sono presa due giorni per metabolizzare tutto ma oggi lo voglio dire quanto è stato importante e denso l’International Journalism Festival di Perugia. E’ stato un vero manifesto sociale. Per i temi, per la partecipazione, per le storie, per le notizie. Dai migranti e la forza di Aboubakar Soumahoro e le navi Ong come Open Arms, ai racconti di guerra di Paul Conroy, Marta Serafini, Nicol Tung, Amedeo Ricucci, Francesca Mannocchi. Dalle battaglie civili come quella di spiegare la transessualità ai bambini di Vladimir Luxuria a quelle che passano per il corpo e diventano politiche come per le Femen di Inna Shevchenko, al racconto e alla reazione dei sopravvissuti alla strage di Parkland. Dalla memoria del figlio di Dafne Caruana Galizia ai colleghi perseguitati ma mai domi come Maria Ressa. Si è parlato di mafie con me e le mie socie e soci (Floriana Bulfon, Alessia Candito, Federico Ruffo, Ivan Zazzaroni) ma soprattutto con Nicola Gratteri e Antonio Nicaso, Roberto Saviano, Federico Cafiero de Raho. Ha detto tutto molto meglio di me nella sua bella performance serale Beppe Severgnini. Per quanto mi riguarda l’incontro con i giovani venuti da tante parti del mondo, le belle parole, il confronto, la speranza… Posto la foto di questo giornalino fatto da ragazzi, giovani colleghi Friulani: “non abbiamo molti soldi e quindi non possiamo farlo uscire spesso ma per noi è un grande esercizio di libertà”.

Campi Flegrei, dentro la fumarola più grande d’Europa: l’allarme degli studiosi

C’è uno strumento fondamentale per monitorare, prevenire i rischi e gestire le risorse che è la carta geologica ma la sua compilazione è ferma al 2000 per mancanza di fondi. Il presidente della Società Geologica Italiana: «Se voi andate dal medico vi fareste curare da un medico che si rifà alle conoscenze del 1950?»

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Provincia Capitale, Rai 3. Il Vesuvio.

La puntata di “Provincia Capitale” dedicata al Vesuvio andata in onda su Rai3 il 3 marzo 2019 a cui ha partecipato anche Amalia De Simone.

Una capitale “vulcanica”, di terra e di fuoco, di miti e di culti antichi, di camorra e di eroi contro la criminalità: è il Vesuvio. Un luogo raccontato dalle sue “voci”, a partire da quelle di Raffaele La Capria che dà la parola al vulcano e di Bruno Leone, uno degli ultimi interpreti dei canovacci classici di Pulcinella, che propone tre parole chiave per comprendere il Vesuvio e le sue genti: montagna, fatalismo, passione. A Torre Annunziata, inoltre, Camurri incontra il giornalista Raffaele Perrotta per un viaggio nelle storie della cronaca, tra luci e ombre, mentre la collega Amalia De Simone, nominata da Mattarella Cavaliere al merito della Repubblica per il suo impegno nelle indagini contro gli affari della camorra, inquadra l’area dal punto di vista dell’illegalità. Un’illegalità contro la quale si batte anche Radio Siani, fondata nel 2009 da un gruppo di ragazzi tra i quali Giuseppe Scognamiglio e intitolata al giornalista ucciso dalla Camorra nel 1985. E lo stesso fa da cinquant’anni, nella sua palestra Boxe Vesuviana a Torre Annunziata, Lucio Zurlo, che attraverso lo sport combatte il rischio delinquenza. Degli antichi riti legati al Vesuvio che ancora si ripetono parla, invece, l’antropologo Paolo Apolito, mentre Catello Russo, re del mercato degli abiti usati, diventato fornitore di teatri d’opera e produzioni cinematografiche di tutto il mondo, spiega l’anima dei vestiti vecchi e la loro nuova vita. Edoardo Camurri, infine, “entra” nel vulcano con Francesca Bianco, sismologa e direttrice dell’Osservatorio Vesuviano, dove si tengono sotto controllo i parametri vitali della montagna e del suo cuore di fuoco. In chiusura l’Hyde Park Corner di Gianni Miraglia, con una lettera indirizzata agli abitanti di Pompei.

Amalia è dal minuto 14′ qui, oppure cliccando sulla foto in basso:

Viaggio (incredibile) sotto i piloni degradati delle autostrade A24 e A25: la Procura indaga sui vertici di Strade dei Parchi

Scheletri di ferro, ruggine e pezzi di cemento. Da mesi va avanti il botta e risposta tra il Ministero di Toninelli e la società concessionaria. Indagano tre Procure. I fondi sono stati stanziati ma è difficile spenderli. La replica della Strada Dei Parchi all’inchiesta del Corriere: mancano i fondi.

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