La presentazione online di MafiEuropa

Il giorno della presentazione del mio libro MafiEuropa, Conte decise che saremmo andati tutti in lockdown. Era marzo dell’anno scorso.

Mi piacerebbe fare una presentazione incontrando le tante persone che mi avevano scritto per esserci e anche per ringraziare tutti quelli che hanno comprato il libro sulla fiducia, ma in attesa di una “presta libertà” e di poter fare le cose come piace a me, in questo video potete sentirmi parlare di MafiEuropa con la mia amica Francesca Scognamiglio Petino.

Festival “Noi contro le mafie”, scrivere di camorra

A questa pagina trovate il video che mi riguarda di un progetto bellissimo che si chiama “Noi contro le mafie”.

Avrei dovuto già farlo da settimane. È un festival a cui avrei dovuto partecipare ma che per la pandemia non si è potuto svolgere nella sua sede naturale. Quindi gli organizzatori hanno viaggiato per incontrare le persone che volevano coinvolgere. Ci sono nomi molto autorevoli. E poi ci sono anche io, chiamata alle armi da un uomo e uno studioso che ammiro da anni e con cui ho avuto il piacere di condividere dei percorsi Antonio Nicaso.

Alessandro Gallo, che è un altro con bella testa e una bella storia è venuto ad intervistarmi sulla terrazza della Fondazione Famiglia di Maria a San Giovanni a Teduccio, ospiti di Anna Riccardi e con lo sguardo attento di Carmine Luino.

Abbiamo parlato di camorra, di una narrazione stereotipata rispetto a ciò che cambia, dei soldi, del sottoproletariato mafioso. Come sempre sono partita dai fatti, quelli in cui mi ostino a stare, a dispetto di chi non vorrebbe, di chi si è accomodato e di chi si fa servo.

“Non si risenta la gente per bene se non mi adatto a portar le catene”

Caine premiato al Festival del cinema dei diritti umani

Grazie. “Caine” vince il PREMIO GIURIA DIFFUSA (bellissimo perché scelto da 95 persone da 15 regioni italiane) nel Festival del cinema dei diritti umani. Io e le mie compari Assia e Simona siamo felici. Dedichiamo questo premio alle nostre Caine dei penitenziari di Fuorni e Pozzuoli. Grazie a Rai3, RaiPlay, Doc 3, Annamaria Catricalà e Fabio Mancini. Essere scelti tra 200 film da 40 paesi ci riempie di orgoglio. Grazie alla giuria e agli organizzatori del festival, in particolare grazie a Mario Leombruno.

Caine e Papa Francesco

La verità? Non amo molto scrivere. Soprattutto quando poi non devo farlo per lavoro.

Prima dell’estate ho fatto una cosa che per me è un po’ contronatura: ho scritto una letterina. L’ho scritta a Papa Francesco. L’ho fatto perché ho capito quanto sia importante per le mie Caine, le detenute protagoniste del mio documentario, la dimensione religiosa e spirituale.

Ho capito quanto sia importante per loro l’accoglienza e Francesco ha sempre avuto parole piene d’amore per gli ultimi e non ha mai dimenticato i detenuti, lo ha fatto anche a Pasqua. Lo invitavo a guardare il documentario, ad ascoltare le loro storie e la canzone scritta da loro con Assia Fiorillo, ad avere un pensiero anche per quelle ragazze.

Non mi aspettavo nulla. Invece è arrivata la risposta, per conto di Francesco, dell’ispettore generale dei cappellani. Ci dice (condivido con Assia e Simona Petricciuolo) che Francesco pregherà per noi e ci esorta a “proseguire nell’impegno di scoperta di un’umanità ferita”. Non pensavo che io, così profondamente laica, mi sarei emozionata.

Esclusivo TPI. La notte dei tamponi che imbarazza la sanità campana: in quella RSA test ogni due minuti senza cambiare guanti fatti dal medico indagato

Inchiesta tamponi Campania: Parte 2. Amalia De Simone ha ricostruito quanto avvenuto nella notte tra il 22 e il 23 marzo all’interno della RSA di Madonna dell’Arco, uno fra i principali focolai in Campania, e ha scoperto che l’uomo che quella sera ha eseguito oltre 100 test per conto dell’ASL Napoli 3 è anche il principale indagato per la truffa dei tamponi falsi svelata da TPI nella Parte 1 dell’inchiesta. Le testimonianze esclusive di chi quella notte c’era: “Test fatti senza cambiare guanti e senza disinfettarsi le mani. Tutto è avvenuto con leggerezza. Quel medico ci ha messo in pericolo”. Ma per l’ASL era solo un sub-appalto

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Esclusivo TPI – Inchiesta tamponi falsi Campania, parte 2. Parla il principale indagato: “La Asl Napoli 3 sapeva, ho fatto test per loro. Ho le fatture che lo dimostrano”

Esclusivo TPI: “Che me ne fotte, io gli facevo il tampone già usato e gli dicevo… è negativo guagliò”. Continua la nostra inchiesta sulla truffa dei tamponi falsi in Campania, vicenda scoperta dalla giornalista Amalia De Simone grazie a una serie di intercettazioni e testimonianze inedite che rivelano come funzionava il sistema (qui la prima parte dell’inchiesta). Ora abbiamo trovato anche il principale indagato di questa indagine. Che parla a TPI, e tira in ballo la Regione Campania: “La Asl Napoli 3 sapeva perché ho fatto test anche per loro conto”, dice. “Ho le fatture che lo dimostrano” … “E poi chiunque può fare i tamponi, non serve una laurea per fare un test, ti mostro come si fa”.

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L’inchiesta per Tpi sui tamponi falsi a “Non è l’arena”

Grazie a Massimo Giletti e a Non è l’Arena per aver parlato della mia inchiesta sui falsi tamponi. Grazie per le belle parole pubbliche e private. L’inchiesta è stata pubblicata da Tpi e in studio c’era il direttore Giulio Gambino. Qui la puntata. Dei falsi tamponi si parla a 1h e 14m ma Prima ci sono altre cose che vale la pena vedere e c’è una parte molto interessante sugli scontri a Napoli con una bella analisi di Francesco Piccinini.

Ultras infiltrati dai clan del sottoproletariato mafioso ed elementi di estrema destra: ecco chi ha messo a ferro e fuoco Napoli

Della povertà è facile approfittarsi. Di Napoli pure. Il mix delle due cose è una storia già vista. Ieri l’ennesimo intervento sceriffico del governatore della Campania Vincenzo De Luca ha scatenato paura, esasperazione e speculazione.

Da un lato la gente che teme di perdere quel poco che ha, in un territorio sfiancato (come in tutta Italia) dalle conseguenze del lockdown e della pandemia, vittima della evidente incapacità politica di far fronte alla nuova emergenza e con difficoltà economiche ormai cristallizzate nel tempo, compromesso dalle difficoltà lavorative e dalla mancanza di opportunità, aggredito e spesso ostaggio delle organizzazioni criminali.

Dall’altro i gruppi della cosiddetta violenza organizzata che periodicamente interviene, cavalca, strumentalizza, il disagio sociale. E quindi chi c’era ieri in strada a manifestare? I ricordi tornano indietro agli scontri di Pianura… Questa è la mia analisi (mi è stata chiesta da Tpi). Ah volevo dire e l’ho precisato anche qui, che molti dei giornalisti che sono stati aggrediti sono precari e partite iva e con le stesse angosce di chi protesta. Solo che il loro lavoro è quello di andare avanti e raccontare.

https://www.tpi.it/cronaca/ultras-estrema-destra-devastato-napoli-20201024687099/