Anche i clan hanno le academy

Mi hanno chiesto un editoriale sulle academy della camorra. Per fortuna ci sono anche quelle della cultura. La salvezza o la paralisi di questa città si gioca sulla guerra silenziosa che proprio queste accademie sapranno combattere: da una parte della barricata quelle che creano opportunità per i giovani e dall’altra quelle che invece le sgretolano. La società civile e lo Stato hanno il dovere di prendersi delle responsabilità. Poi toccherà anche ai giovani quando arriverà il loro tempo, come diceva Pierpaolo Pasolini, e quindi stanchi di diventare giovani seri o contenti per forza, o criminali, o nevrotici ma destinati anche a ridere, essere innocenti, aspettare qualcosa dalla vita, chiedere, ignorare e nemmeno subito già così sicuri. E soprattutto non pretendere che siano subito già così senza sogni.

Qui il pezzo: https://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/cronaca/20_gennaio_18/anche-clan-hanno-academy-e8b9ee5a-39cb-11ea-92dc-02a8a1903467.shtml

Pino Daniele e l’«appucundria»: quanto ci manca uno che sappia raccontare Napoli con amore. E rabbia

“Appucundria” è quando la malinconia ti mangia lo stomaco e ti senti triste, solo, incompleto. Io l’ho capita veramente un pomeriggio di cinque anni fa quando ci ritrovammo in migliaia in Piazza del Plebiscito a cantare a casaccio e a squarciagola l’eredità di Pino Daniele. Parto da qui per provare a dire che manca una musica che non sia da “uso e consumo” e vada oltre Napoli. Per questo manca Pino Daniele. Se volete lo spiego in poche righe qui sul Corriere.

Il regalo di Natale per le detenute del carcere femminile di Napoli

Giuseppina è libera dopo sei anni, Giovanna per la prima volta rivede le sue figlie. E all’interno del carcere si organizza un presepe vivente aperto alla città.

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Napoli, i proiettili contro i bambini strappati alla camorra: «Mio padre in carcere è felice che io manifesti contro i clan»

Viaggio dentro la fondazione «Famiglia di Maria» nel rione Villa, a San Giovanni a Teduccio, uno dei più a rischio di Napoli. Qui spesso ci sono sparatorie e i giovanissimi vengono arruolati nelle paranze. Il progetto della Digita Academy dell’Università Federico II e della fondazione per aiutare i minori.

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Il Vesuvio dall’alto, bellezza e vergogna: 30mila abusi edilizi nel parco nazionale

Micro discariche, e scheletri di palazzi in costruzione tra paesaggi mozzafiato e la natura che prova a resistere anche ai roghi.

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«Così la ‘Ndrangheta arruola i bambini soldato»

Armi in mano prima dei dieci anni, visite ai macelli a vedere squartare gli animali, disprezzo per le forze dell’ordine: la testimonianza di un collaboratore di giustizia. Ad oggi il tribunale dei minori di Reggio Calabria ha adottato 60 provvedimenti di allontanamento dalle famiglie nei confronti di 70 minorenni.

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Il trafficante di esseri umani Bija a Roma dalla Guardia Costiera? L’ammiraglio Gallinelli: «Non sapevamo fosse lui»

Parla l’ammiraglio in congedo della Guardia Costiera, ritratto nelle foto del maggio 2017 con Abd al-Rahman Milad, noto come Bija: «Non dovevamo fare nessuno screening. A noi era stato chiesto solo di ricevere una delegazione che veniva accreditata dalle autorità italiane competenti»

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Napoli, Santa Maria di Portosalvo: la chiesa chiusa da 30 anni e il restauro infinito. «Così la criminalità fa i soldi con i cartelloni pubblicitari»

La vicenda (surreale) della chiesa di Santa Maria di Portosalvo a Napoli chiusa da trent’anni. La ditta che ha in concessione le affissioni pubblicitarie è sotto indagine della direzione distrettuale antimafia.

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Tra le africane schiave della tratta, «Siamo diventate bancomat di carne»

Questa è la puntata sull’Italia di Guerra S.p.a.
Dopo aver trattato il traffico di droga dall’Afghanistan e il traffico di armi dall’Iraq, in questo capitolo si parla di traffico di esseri umani, in particolare della tratta delle nigeriane. I tre temi sono tutti interconnessi. Vedrete il peso della mafia nigeriana e le testimonianze di vittime ed ex affiliati. Come sempre c’è anche il lavoro di EMERGENCY. Io e Marta Serafini siamo molto felici di essere riuscite a fare questo tipo di racconto. Grazie di cuore al maestro Giovanni Izzo che ci ha messo a disposizione i suoi meravigliosi scatti.

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In Iraq con le vittime delle mine anti-uomo «Le armi italiane qui ancora uccidono»

Questa è la seconda puntata di “Guerra spa”. E’ dedicata all’Iraq dive ci sono ancora milioni di mine italiane che colpiscono la popolazione. Gambe, braccia, occhi: chi salta su una mina è condannato per sempre ad una vita di sofferenza. Sono scesa anche in un campo insieme agli sminatori dove prima di stare attenti a dove mettere i piedi bisognava resistere al caldo, alle cavallette giganti, agli scorpioni e ai serpenti. In Iraq ho visto tanti profughi che non possono ritornare nelle loro case proprio a causa delle mine, ho visto tanti bambini nei campi, tanta umanità e il lavoro incredibile di EMERGENCY.
Grazie a tutti quelli che hanno collaborato.

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