Parla l’ammiraglio in congedo della Guardia Costiera, ritratto nelle foto del maggio 2017 con Abd al-Rahman Milad, noto come Bija: «Non dovevamo fare nessuno screening. A noi era stato chiesto solo di ricevere una delegazione che veniva accreditata dalle autorità italiane competenti»

(26 ottobre 2019) – La delegazione libica di cui faceva parte anche un uomo considerato dall’Onu un trafficante di esseri umani, che partecipò all’incontro presso il Comando Generale della Guardia Costiera a Roma nel maggio 2017, sarebbe stata composta da persone accreditate dalle competenti autorità italiane con una procedura che riguardava anche l’ambasciata italiana a Tripoli. Lo ha affermato l’ammiraglio in congedo della Guardia Costiera Sandro Gallinelli, ritratto nelle foto pubblicate sullo stesso sito della Guardia Costiera, a margine di uno degli appuntamenti del Festival «Conversazioni sul Futuro» organizzato a Lecce. Gallinelli aggiunge di non sapere come siano andati i fatti, che probabilmente le verifiche saranno state fatte ma che non sa se dietro questo caso ci sia un errore o motivi politici. Mario Morcone, all’epoca capo di gabinetto del ministro Marco Minniti, sostiene che la delegazione fu probabilmente scelta dall’agenzia dell’Onu IOM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) e che i controlli avrebbero dovuto farli i servizi segreti e la polizia, senza contare il ruolo dell’ambasciata italiana a Tripoli che è tenuta a rilasciare i visti per chi viaggia verso l’Italia.

Qui il pezzo intero e il video: https://www.corriere.it/video-articoli/2019/10/26/trafficante-esseri-umani-bija-roma-guardia-costiera-l-ammiraglio-gallinelli-non-sapevamo-fosse-lui/e4589826-f80c-11e9-a2fc-5cf2f6fbb505.shtml