Il giovano morì assassinato dai killer della camorra che lo scambiarono per un loro rivale. Ha avuto la sfortuna di guidare lo stesso modello di auto dell’obiettivo dei sicari. Era il 13 novembre 2009. Il giudice ha chiesto tre ergastoli per l’omicidio del ragazzo innocente. Ma alla famiglia sono stati negati – per un cavillo – i benefici previsti dalla legge per le vittime della criminalità organizzata perché Barbaro aveva dei cugini di secondo grado vicini alla criminalità «che non conosciamo affatto e non vediamo da tantissimi anni» dice la madre.
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In the heart of Naples’s gangland: a 360° view of a city in the grip of the Camorra. Baby killers and mother pushers
We take a journey through the historic districts of Naples old town, a Unesco heritage site in the grip of Camorra gangs, filmed using a technique that provides a 360° vision of the area, as the voices of gang members accompany us on our visits to criminal dens.
Napoli, la Bagdad della Camorra: viaggio a 360 gradi nelle roccaforti dei clan, tra mamme pusher e killer ragazzini
È la nuova camorra che racconta se stessa. Un viaggio nei quartieri del centro storico di Napoli, patrimonio dell’Unesco e preda delle gang criminali. Un percorso filmato con una tecnica che mostra gli ambienti a 360° e che ci porta nelle loro roccaforti raccontate dalla viva voce degli affiliati ai clan. I loro dialoghi originali, molti dei quali mai sentiti prima, svelano ferocia, disumanità e miseria di giovanissimi che si combattono per contendersi le attività illecite in fette di quartieri.
«Io, prostituta nigeriana: violentata in Libia, picchiata in Italia, ho un debito da 50 mila euro»: così le ragazze vengono costrette a vendersi
Sono un bancomat di carne per le organizzazioni criminali. La mafia nigeriana le recluta sempre più giovani, possibilmente minorenni: «Agli italiani piacciono esili e molto giovani» si legge in una intercettazione riportata in un provvedimento di arresto del tribunale di Napoli a carico di tre persone che riducevano in schiavitù ragazze nigeriane obbligandole a prostituirsi.
La tratta delle prostitute bambine nigeriane che arrivano in Italia sui barconi dei migranti
Dalla Libia al litorale domizio al confine tra Lazio e Campania: costrette a prostituirsi per estinguere il debito del viaggio in Italia. «Si sta abbassando molto l’età delle nigeriane in strada. Le organizzazioni criminali vogliono ragazze sempre più giovani: sono più appetibili sul mercato del sesso»
Il Vesuvio brucia, i roghi lambiscono le discariche
Salendo verso il vulcano, lungo tutte le strade, si vede un ammasso di rifiuti, alcuni anche dati alle fiamme. Mercoledì ci sono stati 8 inneschi: «Dietro c’è una strategia»
Il Vesuvio brucia senza tregua da una settimana. «Dietro tutto questo c’è un disegno criminale»
L’incendio si estende per almeno due chilometri. Alcune famiglie sono state fatte spostare dalle loro abitazioni. l’associazione salute e ambiente Vesuvio e il parroco Marco Ricci lanciano l’allarme
Le Solfatare dei Campi Flegrei: viaggio a 360 gradi tra i fumi del super vulcano, la “bocca dell’inferno”.
Le solfatare dei Campi Flegrei, uno dei vulcani più pericolosi al mondo. Il secondo «fuoco» che circonda Napoli insieme al Vesuvio. Secondo Giuseppe Mastrolorenzo, vulcanologo dell’Osservatorio Vesuviano, un’eruzione è possibile e sarebbe una catastrofe che riguarderebbe 3 milioni di persone.
«Sono Francesco, uscito di prigione: ora spaccio libri a Scampia»
Si chiama la Scugnizzeria ed è la prima libreria tra Scampia e Miano, rioni di cemento nella periferia occidentale di Napoli quella tristemente famosa per le piazze di spaccio e le faide di camorra. L’ultima scommessa vinta da Rosario Larossa.
Caso Riina: le notizie pesano più delle opinioni
Una commissione medica ha accertato che Totò Riina viene curato in carcere e che fuori dal carcere non potrebbe essere curato in un modo migliore. Per questo è giusto che resti al 41 bis, lui che è ancora il capo indiscusso di Cosa Nostra, lui che ha commesso stragi e fatti di sangue terribili. Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Franco Roberti l’ha spiegato molto chiaramente oggi rispondendo ad un ragazzo durante la cerimonia in cui ho avuto il privilegio di ricevere dalle sue mani il premio “civitas” (dell’associazione nazionale donne elettrici ANDE) per il mio lavoro. Ho letto tanto su questa questione in questi giorni. Ho letto opinioni accalorate e come sempre alla fine vincono i fatti. I fatti per il momento ci dicono che toto Riina è malato ma che in carcere (dove si trova)
riceve dignitosamente tutte le cure necessarie. La notizia è che questa circostanza è stata accertata e certificata da una commissione medica e viene riferita dalla massima autorità in tema di contrasto alla mafia. Le notizie valgono sempre più delle opinioni.