Pino Daniele e l’«appucundria»: quanto ci manca uno che sappia raccontare Napoli con amore. E rabbia

“Appucundria” è quando la malinconia ti mangia lo stomaco e ti senti triste, solo, incompleto. Io l’ho capita veramente un pomeriggio di cinque anni fa quando ci ritrovammo in migliaia in Piazza del Plebiscito a cantare a casaccio e a squarciagola l’eredità di Pino Daniele. Parto da qui per provare a dire che manca una musica che non sia da “uso e consumo” e vada oltre Napoli. Per questo manca Pino Daniele. Se volete lo spiego in poche righe qui sul Corriere.

Finisce il mondo se non sappiamo raccontarlo più.

Finisce il mondo se non sappiamo raccontarlo più.
Finisce in quella cortina apparentemente invisibile e invece più densa di certe vite al limite che si chiama indifferenza.
Allora l’unica strada per tutti è la scelta. Sceglie chi guarda. Sceglie chi mostra. Sceglie chi crea. Morales sceglie di seguire Picasso quando dice che l’arte è un’arma, è un modo per combattere. Sceglie quando la fa diventare un atto politico. Perché forse l’arte per l’arte non esiste più o non è mai esistita, soprattutto se questo concetto così complesso diventa solo merce da consumare, come divertimento, come speculazione e mero vantaggio economico o come evento mediatico. –
Se avete voglia di andare oltre le polemiche scatenate da Matteo Salvini (si lui e non un’opera d’arte), allora continuate a leggere questo testo che accompagna la mostra di Salvatore Scuotto. Quello che ho scritto avrebbe dovuto essere solo una parte dell’esposizione, una sorta di accompagnamento insieme alle foto meravigliose di Sergio Siano e sì, sono orgogliosa che Salvatore me lo abbia chiesto e sì lo rifarei altre cento volte e quindi non chiedetemelo più. Invece oggi è il modo che ho per spiegare quello che non andrebbe nemmeno spiegato. Ieri è stata una serata magnifica. Ho visto gente commossa, ho sentito discussioni, ho raccolto incoraggiamento e voglia di fare, proposte per future esposizioni. Ho assistito anche a tanta servitù, ho saputo di messaggi intimidatori alla gallerista, abbiamo subito la manipolazione dell’ex ministro dell’Interno che addirittura si è prodotto in un videomessaggio. Ignorante. Perché ignora ciò di cui pretende di parlare. Oggi ne parlano tutti. Siamo finiti nel tritacarne? Forse. Ma non saremo mai strumento di una propaganda che avvelena e anestetizza. Se volete sapere chi sono la Sinera, la Mamma Negra, Morales o gli zombie delle “pacchia è finita”, allora continuate a leggere.

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Napoletani Belli – Radio Crc

Alle 19:40 alle 21 sarò su Radio CRC con Antonio Menna padrone di casa e tanti napoletani belli, qualcuno lo sentiremo in diretta. Vi anticipo solo 3 nomi Giorgio Mottola, Laura Valente e Assia Fiorillo, il quarto sarà una bella storia da scoprire in diretta (Antonio Pescapè e Anna Riccardi, c’entrate anche voi). Parleremo di Napoli e i napoletani ma scordatevi gli stereotipi: siamo tutti scartiloffisti e scatuozzi.

(Aggiornamento) – Per chi volesse riascoltare storie di giornalisti paciocconi ma con la schiena dritta, geniali, generose e affascinanti operatrici della cultura , vite di chi rischia di nascere nel brutto e poi diventa splendido, di cantautrici che ancora scrivono con verità e fuori da quello che ormai stancamente è diventato il mondo musicale, scrittori bravissimi che talvolta fanno i conduttori radiofonici e poi anche un po’ di me, questo è il podcast di “Napoletani belli”.

Il tempo immutabile dei clan

Gli stessi clan da più di vent’anni che ora hanno imprese legali ovunque e inquinano l’economia sana. Tante bande criminali Di giovanissimi a presidiare un territorio parcellizzato che di fatto diventano eserciti sfruttati dai clan più potenti. Il traffico di droga con le mani nelle raffinerie sudamericane, il business del sistema dei giochi online per riciclare, l’occupazione di qualsiasi settore commerciale, l’utilizzo di colletti bianchi, professionisti, avvocati, medici, commercialisti, esperti di informatica, broker. Dico la mia sulla camorra e la relazione della direzione investigativa antimafia nell’editoriale oggi sul Corriere del Mezzogiorno.

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“Guerra Spa” all’incontro di Emergency a Milano

Oggi pomeriggio al teatro Grassi di Milano io, Rossella Miccio e Nico Piro abbiamo presentato Guerra Spa, l’inchiesta fatta con Marta Serafini in collaborazione tra Corriere della Sera e Emergency.

Qui il video dell’incontro: https://www.facebook.com/nico.piro.5/videos/10161981855840300/

Dall’Afghanistan, all’Italia: così armi, droga e corpi alimentano l’economia dei conflitti

Questo è il trailer del lavoro fatto in questi mesi con Marta Serafini. Siamo state in tre paesi, Afghanistan, Iraq e Italia e abbiamo provato a raccontare quanto i temi dell’economia della guerra ci siano vicini. Si tratta di un web doc, frutto della collaborazione tra Emergency e il Corriere della Sera. Abbiamo fatto del nostro meglio. Domani la prima puntata sull’Afghanistan. Sabato a Milano la presentazione al teatro Grassi. Voglio ringraziare tutti quelli che hanno lavorato a questo progetto, dai colleghi del Corriere TV ai responsabili dei social a tutto lo staff di Emergency. E Marta con cui è stato bello condividere il lavoro oltre che l’amicizia. E quindi per lo spiegone mi affido alle parole scelte in questi giorni e che troverete anche nel suo post.

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