L’omofobia nelle omissioni. L’omicidio di Maria Paola.

Incidente stradale? Condoglianze alla famiglia? (questo dicono i candidati alle elezioni di Caivano che si sono fermati per la morte di Maria Paola Gagliano, assassinata da suo fratello che non sopportava che avesse una relazione con una donna, anzi con un trans, perché quella ragazza si sentiva Ciro). Comincio dai politici e con le due domande iniziali. Ma avete capito che l’ha uccisa il fratello? Che è un caso di omofobia? Che quello che chiamate incidente stradale i carabinieri lo hanno chiamato omicidio preterintenzionale? O avete paura di perdere qualche voto? Certo… i morti non votano e invece al parco verde si. E passiamo al parco verde: non accorrete in massa dicendo che lì ci abita prevalentemente brava gente, gente umile. Perché (e lo dico con cognizione di causa potendomelo permettere), il parco verde è una cloaca.

Un posto in cui avvenivano abusi e omicidi di bambini e nessuno diceva niente, perché la maggior parte aveva qualcosa da nascondere, dove si spaccia a cielo aperto e dove in molti hanno giustificato il gesto del fratello di Maria Paola: “ o uaglion ha fatto bene… quella stava con un’altra femmina”. Che poi è quello che stando alle parole della mamma di Ciro, è quello che avrebbe detto anche la mamma di Maria Paola (mamma? Mah…) e cioè che il figlio andava rilasciato perché aveva fatto bene a punire la sorella. Dunque quali cavolo di condoglianze volete fare a questa famiglia eh? Quali? Spiegatemelo per favore… E poi arrivo a chi a vario titolo fa informazione: usare formule sull’incidente stradale o chiamarle “amiche”, sono cose che non rispondono alla verità dei fatti a cui invece, per la nostra funzione, siamo tenuti. Ma in questo caso il risvolto è anche un altro: si finisce per essere violenti, per alimentare sentimenti omofobici. Perché quando si parla di un amore tra due ragazze c’è tutta questa difficoltà di narrazione o peggio tra una ragazza e un trans ftm (female to male)? Perché c’è spesso il tentativo di far sembrare sporco ciò che invece è solo bello e, udite udite, perfino normale? Ieri mi ha scritto Chiara Piccoli, leader di Alfi, preoccupata per la narrazione della vicenda. Aveva ragione. Le parole possono essere pericolose, le ricostruzioni omertose pure. Abituiamoci a dire le cose come stanno e cioè che fatte salve le indagini qui c’erano due persone nate dello stesso sesso che si amavano e volevano vivere la loro vita felici e che l’ignoranza, il degrado, l’abitudine alla violenza della famiglia ha indotto il fratello di una delle due a pensare di avere il diritto di controllarla e poi anche di punirla. E alla fine l’ha uccisa. Questo è quello che è successo. Ho scritto di getto, per rabbia e guardando questa foto dove Maria Paola e Ciro mi sembrano bellissimi.