La piccola G. gioca, corre, ride. Dalla sua voce si capisce che si sta divertendo. Sembra una casa normale e invece pochi secondi dopo si sente lo scarrellamento di una pistola: qualcuno prepara le armi. I suoni, le voci, i toni, le risate catturate da ore ed ore di intercettazioni, restituiscono la bestialità del vivere quotidiano degli affiliati ai clan della «nuova camorra» e l’ordinario terrore con cui violentano una città.

interc

(23 febbraio 2016) – «Bisogna andare a colpo sicuro, bum!» dice una di loro. Un altro: «Io acchiappo pure le donne.. non me ne importa proprio…» Poi arriva la notizia che uno dei loro rivali è in pizzeria. Sempre la donna: «Questa occasione ce la manda il Padre Eterno».
L’occasione è quella di un omicidio, quella di segnare un punto nella faida per il controllo del centro storico di Napoli. E così sia.  Parte il killer e in quella casa arrivano le prime notizie. «Quello ha fatto così.. e quello boom! Credimi lo ha acchiappato in faccia».

La videoinchiesta: http://video.corriere.it/napoli-vivere-morire-baby-boss/47d937f6-d8e1-11e5-842d-faa039f37e46