Inchiesta della Procura di Napoli sulle ricerche geologiche nel «supervulcano» dei Campi Flegrei

pisciarelli(2 aprile 2014) – Rocce che si aprono squarciate da lingue di vapore. Nuvole di zolfo, laghi di fango che bolle e potentissimi getti di geyser. Potrebbe sembrare l’ingresso dell’inferno e invece è una delle bocche del supervulcano dei campi flegrei. La Solfatara con il suo paesaggio lunare e il Vesuvio con la sua imponenza non sono così suggestivi come l’area di Pisciarelli, ad Agnano, quartiere napoletano alle spalle dell’area flegrea. Davanti a questa zona c’è Bagnoli, quartiere popoloso ed ex area industriale posta sotto sequestro per una mancata bonifica realizzata solo sulla carta e costata milioni di euro, un’operazione che secondo i pm della procura di Napoli ha addirittura peggiorato la situazione ambientale dell’area. Proprio in quella zona venne previsto e in parte realizzato un progetto di deep drilling e cioè di trivellazioni. Si tratta come ha spiegato più volte l’Ingv (istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) di un progetto internazionale di ricerca scientifica, che ha come obbiettivo il miglioramento della conoscenza della struttura vulcanica e dei meccanismi di attività, con particolare riguardo ai fenomeni bradisismici, attraverso l’installazione in pozzo di sistemi di monitoraggio innovativi. Per L’Ingv il progetto non presenterebbe alcun rischio.

La videoinchiesta: http://www.corriere.it/inchieste/trivelle-che-mettono-rischio-3-milioni-persone/926a410e-b9b5-11e3-92e9-a78914a8c77a.shtml

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